Scuola di Specializzazione in Beni Storico-Artistici

Università degli Studi di Perugia 1308

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Presentazione

La Scuola di specializzazione in Beni Storico-Artistici dell’Università di Perugia ha sede a Gubbio, una delle più note città d’arte d’Italia, famosa per la sua facies urbanistica medievale e per l’antica Festa dei Ceri (dal 1973 emblema dell’Umbria).

La Scuola si propone di formare esperti nelle discipline artistiche dal medioevo al contemporaneo, nella tutela e nel restauro, nella gestione e promozione del patrimonio culturale (vedi gli obiettivi formativi e  carriera post diploma).

La didattica è affidata a noti specialisti, e sarà sviluppata a contatto con le opere e i loro contesti storico-culturali, le istituzioni culturali e della tutela.

La ricchezza della civiltà artistica eugubina e più in generale del patrimonio culturale umbro, consente alla Scuola di agire in un contesto straordinariamente ricco di stimoli.

Gubbio, tra medioevo e rinascimento, fu la patria di artisti famosi, come il miniatore Oderisi ricordato nella Divina Commedia, l’architetto trecentesco Gattapone, il pittore tardogotico Ottaviano Nelli, il ceramista Giorgio Andreoli. Tradizione che continuò nei secoli successivi con altri eccellenti maestri.

La fisionomia storica e culturale di Gubbio, città di frontiera e capitale appenninica, ha alimentato l’idea di allacciare una stretta collaborazione tra la Scuola e gli atenei delle regioni contermini, a cominciare dalle Marche con Urbino. A Gubbio, infatti, è nato anche il condottiero e mecenate Federico da Montefeltro, duca di uno stato che abbracciava Marche e Umbria, animatore nei suoi palazzi di Urbino e Gubbio di una fra le più celebri corti rinascimentali italiane.

Il progetto si è poi esteso a comprendere l’Abruzzo, con gli atenei di Teramo, L’Aquila, Chieti-Pescara, e il Molise.
Con ognuna di queste sedi verranno stipulati protocolli d’intesa per estendere l’orizzonte territoriale della Scuola, qualificandone ulteriormente l’offerta didattica e di docenza.

La Scuola guarderà con attenzione alle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, colpite al cuore dai devastanti terremoti de L’Aquila (2009) e dell’Italia centrale (2016), per contribuire con attività di ricerca, didattiche e di animazione culturale, al lungo e complesso percorso di ricostruzione e rinascita socio-culturale.

Gubbio, città di tradizionale vocazione culturale e turistica, animata da una popolazione solidale e fiera della propria identità civica, è accogliente e vivace, e soggiornarvi sarà gradevole. L’apertura recente dei nuovi assi stradali della Quadrilatero, infine, ha migliorato sensibilmente la qualità e la velocità dei collegamenti tra Gubbio le Marche, la Toscana e le altre città umbre.